ON LINE I FAC-SIMILE DELLE ELEZIONI POLITICHE 2008, REGIONE PER REGIONE

Disponibili, di seguito, i fac-simile delle schede elettorali di Camera (scheda rosa) e Senato (scheda gialla) delle Elezioni Politiche del 13 e 14 aprile 2008. Si ricorda che per votare correttamente OCCORRE UNICAMENTE BARRARE IL SIMBOLO DI UNIONE DEMOCRATICA PER I CONSUMATORI senza scrivere nulla.

Camera Senato 
Valle d’Aosta

Piemonte 1

Piemonte 2

Lombardia 1

Lombardia 2

Lombardia 3

Trentino Alto Adige

Friuli Venezia Giulia

Veneto 1

Veneto 2

Liguria

Emilia Romagna

Toscana

Umbria

Marche

Lazio 1

Lazio 2

Abruzzo

Molise

Campania 1

Campania 2 

Puglia

Basilicata

Calabria

Sicilia

Sardegna

 

Valle d’Aosta

Piemonte 

Lombardia

Trentino Alto Adige

Friuli Venezia Giulia

Veneto

Liguria

Emilia Romagna

Toscana

Umbria

Marche

Lazio

Abruzzo

Molise

Campania

Puglia

Basilicata

Calabria

Sicilia

Sardegna

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aprile 9, 2008 at 5:25 pm 1 commento

VENERDI’ 11 APRILE UNIONE DEMOCRATICA PER I CONSUMATORI SI CONFRONTA CON IL WEB, IN DIRETTA

Dalle ore 16.00 alle ore 17.30, sul sito www.udconsumatori.it verrà attivata una chat in diretta.

Sono stati invitati a partecipare i blog ed i siti internet italiani con il maggior numero di visite e i siti che si sono particolarmente contraddistinti come visibilità nei principali motori di ricerca in occasione delle elezioni politiche del 2008.

La partecipazione è aperta a tutti, chiunque si collegherà al sito potrà inviare le proprie domande. 

Il tema del confronto è il rapporto, presente e futuro, tra politica e internet ed i motivi della presenza di una lista di consumatori alle elezioni politiche.

Parteciperanno il Candidato Premier di Unione Democratica per i Consumatori, Bruno De Vita ed i co-fondatori di UD, Willer Bordon e Roberto Manzione. 

Unione Democratica per i Consumatori, nonostante abbia aperto il proprio portale solo un mese e mezzo prima del voto, ha compilato le proprie liste candidando alle elezioni solo esponenti della società civile, e unicamente tramite una selezione avvenuta tramite richiesta sul proprio sito.

Consapevoli della necessità di un vero ricambio generazionale nella politica, i due senatori del partito, Bordon e Manzione, non si sono ricandidati, dando spazio ad esponenti delle principali associazioni dei consumatori e ai cittadini conosciuti via web.

aprile 9, 2008 at 5:23 pm Lascia un commento

ELEZIONI -UD INCONTRA OSCE: “GRAVE SITUAZIONE IN ITALIA”

osceSi è svolto oggi, nella sala Cavour del Senato, l’incontro fra l’Unione Democratica per i Consumatori e l’OSCE,  che ha organizzato una missione per monitorare le elezioni italiane.  L’Organizzazione Europea per la sicurezza e la cooperazione ha incontrato il coordinatore nazionale di UD, sen.Roberto Manzione, nell’ambito di una indagine conoscitiva che già ha già accertato molte anomalie.

Al termine dell’incontro il sen. Manzione ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Abbiamo informato l’ambasciatore Glover delle principali questioni che minacciano il regolare svolgimento della competizione elettorale,  a cominciare dal grave vulnus derivante dalla cattiva applicazione della par condicio.

La difficoltà di accesso ai media, televisioni in testa, per le formazioni politiche minori, e soprattutto quelle recentemente nate, come l’Unione Democratica dei Consumatori, che scontano anche le difficoltà di una consultazione elettorale anticipata, costituisce un preoccupante segnale di involuzione democratica.

La totale sperequazione nel trattamento delle forze politiche in campo, a tutto vantaggio di quelle maggiori, certificata dall’Autorità Garante per le Comunicazioni, che ha ordinato più volte, senza riscontro, alle emittenti televisive nazionali il ripristino della legalità, ha allarmato il rappresentante dell’OSCE che ha controllato personalmente i dati incredibili relativi alle presenze televisive,  forniti dal Centro di ascolto di Radio Radicale.

E’ stato poi affrontato il tema relativo alla  legge elettorale, analizzando la normativa anche alla luce della recente sentenza della corte costituzionale n. 116/08,  che ha espresso notevoli perplessità sulla legittimità della normativa vigente in Italia.

Ancora maggiori sono state le perplessità collegate al voto estero, per il quale non esiste alcuna possibilità di controllo e che verrà ancora una volta falsato a causa di un prolungato sciopero del servizio postale brasiliano che, quasi certamente,  non consentirà la tempestiva consegna dei plichi contenenti le schede elettorali. L’ambasciatore Glover ha voluto poi conoscere nel dettaglio la vicenda legata alla lista della DC di Pizza, evidenziando l’assurdità del nostro sistema giurisdizionale e la circostanza che all’estero le operazioni di voto siano già iniziate utilizzando schede che non potranno essere adeguate recependo la sentenza del Consiglio di Stato. Nella regione Lazio, ad esempio, avremo per le stesse consultazioni elettorali simboli e schede diverse sulle quali verranno espressi i voti.

Conclusivamente, l’ambasciatore Glover è rimasta alquanto turbata dai dati forniti che, uniti a quelli  finora già  raccolti, rappresentano uno scenario molto preoccupante e pericoloso,  che non abilita alcuna prognosi favorevole al corretto svolgimento delle elezioni, ancor più perché l’Osce ha sempre ribadito che l’accesso non discriminato e correttamente regolamentato ai media costituisce precondizione di regolarità del voto”.

aprile 3, 2008 at 6:54 am Lascia un commento

ELEZIONI: DC; MANZIONE, INCOMPRENSIBILE AZIONE DEL VIMINALE

(ANSA) – ROMA, 3 APR – ”Sulla vicenda relativa alla riammissione delle liste della Dc, e’ incomprensibile l’atteggiamento del Viminale che, senza dare esecuzione al deliberato del Consiglio di Stato per le regioni Lazio e Campania, ha deciso di richiedere il regolamento preventivo di
giurisdizione alla Corte di Cassazione”
. Lo afferma il senatore Roberto Manzione, coordinatore dell’Unione democratica per i consumatori.

”Sul punto – sostiene Manzione – e’ facile rilevare che non esiste allo stato alcun conflitto, giacche’ il giudice amministrativo si e’ dichiarato competente, mentre le Camere hanno negato la loro giurisdizione in tema di ricusazione di simboli e liste. E’ discutibile, quindi, che la Corte di
Cassazione possa ritenere il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, attribuendola cosi’ alle Camere, reinterpretando in tal modo l’art.66 della Costituzione, in maniera difforme da quanto gia’ espressamente fatto dai massimi consessi legislativi, con decisioni collegiali recentissime”
.

Secondo Manzione , ”ci sarebbe una evidente invasione di una autonomia assoluta di organismi elettivi di rango costituzionale, non potendosi assolutamente equiparare le Camere  ai diversi livelli giurisdizionali esistenti”.
A giudizio di Manzione, pero’, ”l’anomalia piu’ pericolosa e’ data dal fatto che il Viminale sta consentendo l’ultimazione di alcune operazioni di voto all’estero che vedono le forze di polizia, i diplomatici ed i docenti universitari, residenti o in missione all’estero, esprimere entro oggi le loro preferenze sulle liste presentate nel Lazio, senza che le stesse siano state corrette con l’aggiunta del simbolo della Dc”.

”La materia – osserva Manzione – e’ obiettivamente complessa, ma a mio avviso il Consiglio di Stato ha colmato un vuoto che il legislatore ha sempre volutamente evitato di considerare, forse per ritagliarsi uno spazio di discrezionalita’ amministrativa, non sottoposto a nessun controllo giurisdizionale”. (ANSA).

aprile 3, 2008 at 4:58 am 3 commenti

IL CASO DC DIMOSTRA L’INADEGUATEZZA DEL NOSTRO PAESE

La macchina elettorale si è sostenuta sinora su una incongruenza tipicamente italiana. Sulle richieste reiterate della DC di Pizza che, forte di una sentenza esecutiva che le attribuiva l’esclusiva del simbolo dello scudo crociato, pretendeva legittimamente di poter partecipare alle prossime competizioni elettorali, molti avevano deciso di non decidere.  Il Tar Lazio aveva sostenuto di non essere competente a decidere contro il provvedimento di esclusione del simbolo giacchè tutta quella materia rientrava nell’esclusiva competenza delle Camere in forza dell’art.66 della Costituzione (“Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti…”), mentre il Senato –con due relazioni approvate a maggioranza- aveva ugualmente escluso la sua competenza a decidere sui titoli di ammissione di simboli e liste. Insomma, il sistema si reggeva su una doppia dichiarata incompetenza che se danneggiava i ricorrenti e qualificava l’Italia come un paese incivile (non era previsto alcun giudice a …Berlino), consentiva però al sistema elettorale di andare avanti.
Dopo la decisione pronunciata ieri dal Consiglio di Stato, la musica è profondamente cambiata perché qualcuno ha avuto il coraggio di assumersi l’onere di decidere e –rilevate le buone ragioni della DC di Pizza- ha ordinato l’inclusione di quella lista nelle elezioni politiche previste nella regione Lazio.
Questa decisione comporta conseguentemente una serie di gravissime questioni:

1) E’ vero che la decisione è vincolante soltanto per le elezioni politiche nella regione Lazio, ma è pur vero che gli altri ricorsi pendenti nelle altre regioni dovrebbero verosimilmente subire la stessa sorte; ecco perché il primo problema è quello di valutare se estendere –come sarebbe normale in un paese giuridicamente evoluto- la valenza del giudicato a tutto il territorio nazionale o se, invece, aspettare le singole decisioni che di fatto paralizzeranno le elezioni,  giacchè comporteranno quantomeno una modifica delle singole schede elettorali regionali per aggiungere la lista neo ammessa;

2) Il secondo aspetto è ancora più inquietante, perché l’ammissione della lista della DC di Pizza comporterà obbligatoriamente –per garantire la regolarità teorica della consultazione elettorale-  la necessità di consentire a quella lista la possibilità di fare una adeguata campagna elettorale in condizione di par condicio, cosa assolutamente impossibile senza immaginare l’evenienza di un differimento della data di voto di almeno tre settimane;

3) Ma l’eventuale differimento delle elezioni nazionali come si concilierebbe con le disposizioni del decreto legge che le ha accorpate alle elezioni amministrative?

4) Se però dovesse esserci il differimento del voto, si entrerebbe in contrasto con l’art.61 della Costituzione che prevede un termine massimo (70 giorni dallo scioglimento) per le nuove elezioni.
Su queste problematiche molto serie –e su quelle sollevate nella conferenza stampa di ieri- ci confronteremo con la delegazione dell’Osce che incontreremo domani alle ore 15 al Senato, mentre il sistema delle vestali italiane dell’informazione continua ad intrattenere l’opinione pubblica enfatizzando il nulla che quotidianamente ci propinano Veltroni e Berlusconi,e mentre l’Agcom continua a sfornare decisioni che nessuno rispetta.

Purtroppo questa è l’Italia, che noi vorremmo cambiare.

aprile 2, 2008 at 6:51 am 1 commento

“UN CAFFE’ CON MANZIONE” – GUARDA IL VIDEO ANDATO IN ONDA SU SKY TG24

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Nel consueto appuntamento a SKY TG24 Mattina “Un Caffè con..”, l’ospite del 27 marzo 2008 è Roberto Manzione, esponente dell’Unione Democratica per i Consumatori. Guarda il video sul sito di Sky Tg24

marzo 27, 2008 at 11:44 am 2 commenti

MOZZARELLA: MANZIONE, OCCORRE SUBITO TASK FORCE SANITARIA

 (ANSA) – ROMA, 26 MAR –  ”E’ necessario tranquillizzare i consumatori italiani e gli importatori stranieri. Il ministro della Salute deve costituire urgentemente una task force sanitaria, allargata eventualmente ad autorita’ estere, che operi rapidamente i controlli necessari e certifichi la assoluta infondatezza del paventato pericolo diossina”.

Il coordinatore dell’ Unione democratica consumatori, il senatore Roberto Manzione invita il governo a non sottovalutare la vicenda del blocco dell’ esportazione delle mozzarelle campane. ”La decisione delle autorita’ giapponesi di sospendere le importazioni della mozzarella di bufala campana, per il rischio di contaminazioni da diossina – sottolinea Manzione – e’ l’ultima, prevedibile conseguenza di una disastrosa politica ambientale. Il provvedimento del governo nipponico, che interviene  a qualche giorno di distanza dall’analoga decisione presa dalla Corea del Sud, rappresenta l’ennesimo danno all’immagine dell’Italia, della Campania e del made in Italy”. Manzione ricorda, inoltre, che ”la stessa  Commissione Europea ha chiesto al governo urgenti informazioni sulla vicenda”. ”Personalmente – conclude il coordinatore dell’ Unione democratica consumatori – sono convinto della correttezza e professionalità dei produttori, ma la disastrosa gestione ambientale in Campania determina pericolosi e comprensibili allarmismi”.(ANSA).

marzo 27, 2008 at 11:43 am 4 commenti

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