Milleproroghe, Manzione chiama il Quirinale
Febbraio 28, 2008
“Ancora una volta il Parlamento sta per licenziare una normativa, questa Milleproroghe che io ho ribattezzato Millemarchette, che e’ l’ipologo emblematico di un modo indecente di legiferare”. Lo dice il senatore dell’UD per i Consumatori, Roberto Manzione.
“Ecco perche’ quale estremo atto, avendo verificato l’inutilita’ di ogni richiamo ad un senso di responsabilita’ ormai scomparso in quest’aula, mi sono rivolto al Presidente della Repubblica per chiedergli, con rispetto, un puntuale esercizio delle sue prerogative. Questo provvedimento, che sconta complessivamente il parere contrario della Commissione Bilancio, e’ senza effettiva copertura ed e’ infarcito di macroscopiche illegittimita’ di rango costituzionale. Non merita, pertanto , di essere promulgato.
Non posso rassegnarmi all’idea -dice Manzione- di un Quirinale che decide di intervenire quando, con il decreto legge sull’Elezione Day, si toccano le prerogative dei vari partiti,
e rimane invece silente quando tutti i partiti ledono inesorabilmente gli interessi del corpo elettorale. Io non mi rassegno ad una Italia cosi’ e combattero’ con tutte le mie forze per cambiarla. Ecco perche’ annuncio il voto contrario di Unione Democratica per i Consumatori”.
Roberto Manzione spiega che: “questo provvedimento e’ emblematico di una legislatura che e’ nata debole, anche perche’ taroccata da una pessima legge elettorale che non ha garantito alcuna governabilita’. Ed in questo clima di contagiosa irresponsabilita’ ognuno ha abdicato ai propri doveri. Questa legislatura e questa classe politica verranno ricordate cosi’ come fotografate nel best seller “La Casta” di Rizzo e Stella. Ed il perche’ e’ sotto gli occhi di tutti. Nessun interesse reale per il corpo elettorale, nessun rispetto delle regole democratiche che dovrebbero costituire l’alveo di garanzia nel quale ogni istituzione esercita la propria funzione, nessun pudore nel mettere in campo l’ennesimo assalto alla diligenza della cosa pubblica. Ecco perche’ il provvedimento che approverete e’ pieno di strafalcioni, di regali fatti agli amici di turno, di sperperi incontrollati. Dalla riapertura dei termini per il finanziamento pubblico ai partiti, fino alla spartizione delle nomine ed alla creazioni di inutili nuove postazioni che serviranno ancor piu’ a sperperare le pubbliche risorse. Ed e’ ancora piu’ grave che cio’ accada nel colpevole ed acquiescente silenzio generale, mentre il nostro Paese soffre per una condizione economica sempre piu’ disastrosa”.
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